Del dildo bionico e delle start up del piacere

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Vi siete mai chiesti come nasce un nuovo vibratore? Quali menti hanno immaginato l’ultimo modello di dildo bionico o le app per controllare in remoto i sex toys? Se il piacere non è una scienza, è pur vero che la scienza del piacere è più attiva che mai e quando questa incontra il crowdfunding, i risultati sono più che ottimi. In alcuni casi, persino milionari.

Sarà per questo che negli ultimi anni le start up dedicate all’ideazione e alla produzione di nuovi sex toys si sono affidati alla raccolta fondi on line (e quindi ai loro utenti finali) per portare un’idea, magari un po’ folle, su uno scaffale.

Ambrosia Vibe

Ultimo della lunga lista è Ambrosia Vibe, un vero e proprio dildo bionico. Mi spiego meglio: l’idea del dottor Xtreme (sì, si chiama proprio ‘dottor Extreme’. Io lo sponsorizzerei anche solo per la scelta del nome) era quella di creare uno strap-on (per gli inesperti: un dildo indossabile grazie a un’imbragatura) che al piacere visivo di una fellatio aggiungesse anche quello propriamente fisico… insomma, creare un pene finto in grado di ‘sentire’ il tocco. Ogni volta che il dildo viene stimolato (toccato, leccato, etc.), un sensore trasmette i dati a un processore Arduino (nientemeno) che converte il tutto in vibrazioni, gentilmente elargite da un bullet strategicamente posizionato alla base, fino al tanto agognato orgasmo. Da applauso.

Anzi, da standing ovation, perché il progetto è ora realtà. Il 14 agosto 2014 il fundraising della Orgasmatronics (un altro nome azzeccatissimo) su Indiegogo, non solo ha raggiunto l’obiettivo dei 32mila dollari, ma ha raddoppiato la posta e ne ha raccolti 67mila.

Brian Sloan e il suo Autoblow 2

Un altro successo imprenditoriale on line è stato quello di Autoblow 2, un barilotto dall’aria futuristica che si propone come “l’esperienza più realistica e vicina a una fellatio”, ma in solitaria. L’idea è di un ex avvocato, Brian Sloan, che ha smesso la toga (e anche il resto dei vestiti) per dedicarsi alla soddisfazione del piacere maschile. Il crowdfunding, chiuso il 5 giugno scorso, invece di raggiunere i 45mila dollari richiesti per la messa in produzione, ne ha totalizzati oltre 280mila. Tant’è che Autoblow 2 è già una realtà.

Negli ultimi due anni la rete si è scatenata: altri successi on line sono il vibratore Limon di Minna, un delizioso limoncino rosa che memorizza differenti patterns di vibrazione, personalizzabili a seconda dei propri gusti e della pressione della mano, e i vibratori di OhMiBod, controllati a distanza tramite wi-fi e in grado di vibrare a tempo di musica o persino della voce umana (per dare un ‘brivido’ in più alle relazioni a distanza).

Limon di Minna

Il fundraising on line non ha sempre sorriso ai nuovi imprenditori del piacere. Non sono poche le piattaforme di crowdfunding che cancellano o interrompono le campagne proprio perché dedicate a sex toys, per non parlare delle bufale o dei prodotti scadenti. Ma al netto degli insuccessi, questi gioiellini di tecnologia, inventiva e, perché no?, fiuto per gli affari (o affaires…) aprono decisamente nuove frontiere sia per la tecnologia applicata all’erotismo, sia per l’accessibilità a micro-finanziamenti privati che, proprio perché donati dalla stessa ‘futura’ clientela, offrono anche uno spaccato delle richieste e dei gusti del mercato del piacere, in continua evoluzione.

Due piccioni con un dildo. Bionico, ovviamente.

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