Dell’8 marzo e del porno al femminile

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Non amo particolarmente la festa della donna. O meglio: ricorda un evento tanto tragico quanto importante della storia del lavoro femminile ed è un’ottima occasione per parlare di tutti quei temi che durante il resto dell’anno sembrano chissà come essere dei tabù (e sto parlando sia della sessualità in generale che della violenza sulle donne).

Tuttavia mi sembra che soprattutto negli ultimi anni sia diventata l’ennesima occasione per fare/subire battute più o meno sessiste e prenderci  delle ‘zoccole’ come prima e più di prima se solo proviamo ad organizzare sia una tranquilla serata tra amiche, sia (dio non voglia!) uno spogliarello maschile.

Visto che è la nostra giornata, do un consiglio spassionato ai signori in ascolto: se dovete deriderci o commentare le nostre scelte con acidità, potete tenervi le mimose e chiudervi la bocca. Almeno per oggi: in fondo sono solo 24 ore (ormai meno), non mi sembra di chiedere tanto.

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Fatta questa premessa, approfitto appunto della festa della donna per cercare di distruggere un altro tabù: il porno femminile. Vi do una notizia: anche le donne guardano film porno. Di più: il 24% degli utenti di PornHub, uno dei più grandi e affermati siti di video hard del mondo, sono appunto donne. Solo che, come in molti altri ambiti della vita quotidiana, il mercato sembra ignorare questo dato. Il risultato è che la maggior parte dei film porno, oltre a essere spesso più ridicoli/grotteschi che eccitanti ed avere trame trite e ritrite (quando hanno delle trame), sono rivolti a un pubblico maschile: inquadrature che si concentrano sui genitali, sesso a volte violente, nessuna attenzione al godimento delle parti, versi più da Tarzan che da amplesso. E appunto, nessuna trama né attenzione alla parte emotiva.

Ora, prima che protestiate “Ecco, vedi che le donne non amano il sesso ma  solo coccolarsi!?”, vi vorrei ricordare ’50 Sfumature di grigio’. Nonostante siamo ancora nel territorio del porno così soft da poter essere usato come ammorbidente, il successo del libro prima e del film poi è stato enorme. Con un pubblico in prevalenza femminile. Se la trilogia fosse stata scritta meglio e il film fosse stato meno puritano (ah, le inquadrature che scivolano verso il soffitto durante l’amplesso… come potremmo vivere senza?), avrebbe potuto essere un decente film porno per donne.

Fortunatamente in questo campo non mancano le professioniste e le pioniere. La rete, oltre a decretare il grande successo di PornHub, ha dato modo a un crescente numero di registe donne di creare (finalmente) un nuovo filone di porno dedicato alle donne, sia dentro che fuori lo schermo.

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Tra le tante registe, senza voler dimenticare il prezioso contributo delle pioniere degli anni Settanta e oltre, come Candida Royalle, che nell’84 fondò la casa di produzione Femme Production, Erika Lust è sicuramente la più conosciuta. Date un’occhiata al suo speech al TedxVienna di qualche anno fa: è illuminante. Il suo motto è: “L’eccitazione è dolce, l’oggettificazione della donna invece è amara”. Il suo obiettivo quindi è creare del porno che mostri “tutta l’intimità, la bellezza e la gioia del sesso”, dove i film siano scritti, girati e prodotti da donne e che mostrino donne nell’atto di apprezzare davvero il sesso. Il che si traduce in film con una trama (finalmente!), fotografie che mostrino l’eccitazione degli attori e la potenza degli orgasmi, piuttosto che concentrarsi su singole parti del corpo, una maggiore attenzione alla donna come protagonista e non ‘oggetto di scena’ urlante.

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La Lust ha anche creato una serie di film porno, dal titolo XConfession, basata sulle fantasie dei suoi (o meglio, delle sue) utenti. La varietà e le differenze sono finalmente al centro della scena: basta con il modello dell’attore pono super dotato e dell’attrice bionda, procace e bianca. I suoi porno rappresentano donne (e uomini) di tutte le taglie, colori forme, tatuaggi, piercing, peli pubici, a volte persino disabilità, nonché tutte le sfumature della sessualità, dalla più ‘vanigliosa’ alla più kinky.

Altri nomi del porno femminile sono le registe Jessica Drake e Bree Mills, regista fondatrice di Girslway, casa di produzione con sole attrici donne e candidata per il migliore film e la migliore sceneggiatura agli AVN Awards del 2015. Ma i nomi e le case di produzione si stanno moltiplicando a vista d’occhio, in parallelo al crescente interesse delle donne al porno femminile. E questa volta, sembra che il mercato se ne sia finalmente accorto…

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