Delle mestruazioni (o Di Flex e il sesso splatter)

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Urrà urrà, donne è arrivato l’arrotino! Grazie a Flex, finalmente potremo fare sesso anche con le mestruazioni! Basta giorni di astinenza, sospiri, seghe solitarie da parte dei nostri compagni…

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Stop. Frena. Ferma tutto.

Parliamoci chiaro. Le mestruazioni (mi rifiuto di usare ‘le mie cose’, ‘quei giorni lì’ o altri termini censuranti. Ripetete con me: MESTRUAZIONI) sono una cosa naturale, fisiologica e importante della vita di una donna. Il fatto che siano demonizzate come se dalle nostre vagine una volta al mese uscissero raggi letali o nuove versioni della Peste, non ci aiuta. Aggiungiamoci che i prodotti per far fronte a questo particolare momento del mese, segnato il più delle volte da dolori, crampi e un Niagara rosso tra le gambe, sono iper tassati e spesso molto costosi (si stima che nella sua vita, una donna spenderà 1.025€ per gli assorbenti, scegliendo le marche più economiche), complica ulteriormente le cose.

In più, tutto ciò che riguarda il ciclo e le mestruazioni in particolare, è taboo. Non se ne parla, non le si nomina nemmeno, gli assorbenti si passano sottobanco tra colleghe o compagne di classe, manco ci stessimo passando un etto di cocaina di contrabbando. E non fatemi parlare di quelli che svicolano dalle discussioni con il celebre “Come sei acida, hai le tue cose?” (Io no, ma tu stai per avere qualcosa. Un trauma cranico).

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Insomma, le mestruazioni sono la bestia nera. Finché non riguardano gli uomini. O il sesso. O gli uomini durante il sesso. Lì, magicamente, diventano una cosa figa. Da evitare, ma figa. E’ questa la sensazione che ha creato in me la notizia del nuovo Flex, un anello di silicone (credo che sia silicone, ma inspiegabilmente sul sito della casa produttrice non è specificato) con una sottile membrana da posizionare appena sotto la cervice, internamente alla vagina, per raccogliere il sangue mestruale e… surprise surprise, finalmente poter fare sesso anche “in quei giorni”!

Uau. Perché prima, ovviamente, era taboo. Non dimentichiamocelo.

Ho tre cose da dire, a riguardo, con un paio di premesse:

1. Si può fare sesso con le mestruazioni

Anzi, è persino consigliato perché la vagina è (ovviamente) più lubrificata, la maggior parte delle donne ha un picco ormonale (e di desiderio) proprio in quel periodo e come se non bastasse, un bell’orgasmo è la migliore cura contro i dolori mestruali. Badate, è consigliato, non obbligatorio. Ci sono donne che durante il mestruo sono così doloranti che non vogliono essere toccate ed altre a cui il solo pensiero di sentire il sangue che scorre durante il rapporto (o vedere la macchia rossa sul candido lenzuolo di cotone egiziano) fa ribrezzo. Così come ci sono uomini che apprezzano l’hot-dog col ketchup (pessima immagine, lo so) e altri che manco se mi paghi. Va benissimo, ognuno deve fare quello che si sente. Ma non veniteci a dire che il sesso con le mestruazioni non si possa fare in toto, o come se fosse una roba da pervertiti, perché non è così.

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2. Il sangue mestruale non è tossico

Non si contrae la malaria né una maledizione azteca. E’ normalissimo sangue e a meno di non avere malattie gravi trasmissibili come l’hiv (ma anche in quel caso il problema non è il sangue, è lo scambio di fluidi corporei) non succede niente ad entrarci in contatto. Non è diverso da quello di un ginocchio sbucciato. Ripetiamolo: NON FA MALE.

3. Flex non è una novità rivoluzionaria

Un dispositivo come Flex, pubblicizzato come innovazione assoluta nel suo bel packaging nero-lusso e nero-sesso (sono sfumature sottili, ma esistono), in realtà non è certo il primo né l’unico metodo per fare sesso senza far diventare la camera da letto il set di un film splatter. Oltre agli assorbenti esterni ed interni nonché alle coppette mestruali (argomento che approfondiremo in un post a parte) esistono già, per esempio, le spugnette vaginali e la Soft Cup. Le prime sono vere e proprie spugne naturali che vanno infilate nella vagina, più in alto di un assorbente interno, praticamente sulla cervice. E’ così possibile avere rapporti mentre le care spugnette assorbono il sangue ‘alla fonte’. La Soft Cup è esattamente uguale alla Flex: una coppetta mestruale più larga, con un anello in elastomero e polietilene (il materiale delle tettarelle) e il corpo morbido, da posizionare dietro l’osso pubico.

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Ora, qual è la differenza tra questi ultimi due prodotti? La Soft Cup è (inutile dirlo) rosa, essendo un prodotto considerato ‘femminile’, poche elette la conoscono e sanno che è un ottimo prodotto per fare sesso durante le mestruazioni. Flex è di fatto identica, se non fosse per il suo colore nero (adatto ad un pubblico ‘maschile’ forse?) e il suo slogan ‘Per persone che vogliono più sesso’. Insomma, finché sono un problema nostro le mestruazioni sono l’Innominato tra le Gambe, ma quando si arriva a risolvere l’annoso problema di come avere comunque rapporti, ecco che ci si rivolge agli uomini.

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Non fraintendetemi, mi piace molto come prodotto. Non è ancora in commercio, ma conoscendo le coppette mestruali e la Soft Cup, sono sicura che sarà molto utile a tante persone. Non mi piace lo slogan, il fatto che basti rendere un oggetto già esistente più ‘sensuale’ per fare soldi, il sottinteso per cui nonostante le buone intenzioni, Flex sembri più un modo per non far sapere al partner di avere il mestruo (ancora una volta resta un taboo) piuttosto che uno strumento per affrontare questa parte del ciclo in modo più sano e consapevole da parte della donna (e del partner). In più il prezzo è ancora un segreto. E anche in questo caso, vedremo se anche sul cartellino ci sarà differenza tra un ‘oggetto di cura quotidiana’ e un ‘sex toy’.

Ps. Come le coppette mestruali, Flex e Soft Cup possono essere usate per più ore, ma avendo una capienza più ridotta rispetto a una coppetta classica, arrivare a un uso di 12 ore mi pare francamente un’utopia, a parte per i flussi leggerissimi o i primi giorni di mestruo.

 

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