Palline… in buca: guida all’uso delle Geisha balls

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Sdoganate come sex toy da Ana di 50 Sfumature di Grigio, inventate in Cina nella notte dei tempi e fabbricate con ogni materiale, peso e forma. Stiamo parlando delle palline di Geisha (Geisha Balls), dette anche palline vaginali o cinesi (Ben Wa). Si tratta di vere e proprie sfere, originariamente in giada o vetro, poi realizzate in plastica, metallo e silicone, che vanno infilate nella vagina per provare piacere. Vorrei subito chiarire che le palline di Geisha, nonostante il claim di molti marchi e pubblicità, non sono gli strumenti giusti per allenare i muscoli pubococcigei.  

Di che muscoli stiamo parlando? Ma del pavimento pelvico, ovviamente! Trattasi di un insieme di muscoli detti pubococcigei (per gli amici Pc) che “abbraccia” l’entrata della vagina (ma anche la base del pene) e il perineo, sostenendo anche l’ano, l’utero e anche la vescica. Avete presente quando cercate di trattenere la pipì? Ecco, se ci riuscite, state usando una parte dei muscoli pubococcigei. Un altro modo per prendere coscienza di questi importanti alleati, è inserire un dito nella vagina e provare a contrarla. Dovreste sentire una leggera (o forte, dipende dal grado di allenamento) pressione tutto attorno al dito. Non male, eh? Ecco, ora provate a immaginare che effetto potrebbe avere questa pressione su un pene

Ma i muscoli pubococcigei non sono solo grandi amici dei pene-muniti: avere un pavimento pelvico allenato, oltre a prevenire problemi come l’incontinenza, il prolasso dell’utero e ulteriori complicazioni legate a eventuali gravidanze e alla menopausa, è utile anche per aumentare il piacere femminile durante un rapporto e aiutare chi ha maggiori difficoltà ad arrivare all’orgasmo durante una penetrazione. Del resto, proprio durante il culmine del piacere, la nostra vagina si contrae ritmicamente, un movimento che oltre a prolungare l’orgasmo aiuta a irrorare più rapidamente la zona genitale, con le conseguenze esplosive che ben conosciamo.

Per allenare questi muscoletti però non basta il fai da te, che anzi potrebbe essere persino dannoso, soprattutto per le persone che soffrono di troppa tensione nella zona. E’ sempre meglio quindi fare una valutazione del pavimento pelvico da uno/a specialista (prevalentemente ostetrica o fisioterapista) prima di imbarcarsi in sessioni di auto-allenamento.

Ma torniamo alle nostre palline di Geisha: che cosa sono esattamente e come si usano?

 

Come usare le palline di Geisha

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Le Luna Beads Mini a confronto con un paio di palline in acciaio e silicone

Le Geisha Ball di ultima generazione sono piccole biglie, in plastica Abs o alluminio, spesso rivestite o imbrigliate in coppia in un sostegno in silicone. Gli ultimi modelli hanno al loro interno ulteriori pesetti, sempre sferici, liberi di muoversi all’interno della pallina. Proprio il movimento di questa ulteriore sfera interna dovrebbe creare un effetto “sorpresa” nella nostra vagina, spingendo i muscoli pubococcigei a micro-contrarsi automaticamente per tutta la durata dell’inserimento, facendo dunque affluire il sangue nell’area e aumentando l’eccitazione. Questa peculiarità delle Geisha Balls, permette di usarle in qualsiasi momento della giornata, mentre facciamo la spesa o durante una cenetta romantica, ma mai per più di un’oretta. Basta mettere una goccia di lubrificante sulla biglia (o sulle biglie, quando in coppia), e inserirla nella vagina, lasciando fuori il cordino spesso incluso per il “recupero” veloce (un po’ come quello dell’assorbente interno o lo stelo della coppetta mestruale).

Esistono un’infinità di Geisha Balls, che variano per dimensioni, peso e materiale, così che ognuna può personalizzare la propria esperienza in base alla propria anatomia. Le uniche precauzioni sono legate alla durata dell’inserimento (meglio non superare una o due ore) e al materiale delle palline. Come sempre sono da preferire materiali non porosi e sicuri, come la plastica Abs e il silicone, oppure l’acciaio, che però spesso è più pesante. Alternative molto valide sono le versioni in vetro, che però non contengono un ulteriore pesetto mobile all’interno.

Tra i marchi più conosciuti troviamo Lelo, con le sue Luna Beads (di cui parleremo nello specifico fra poco), Fun Factory, Ovo, Dorcel e tanti altri.

 

Luna Beads: la mia esperienza con le palline cinesi

Ho acqusitato le Luna Beads di Lelo (versione mini) ormai tanti anni fa (sono tra i miei primi acquisti di sex toys e affini), un po’ perché all’epoca Lelo era il leader del settore, un po’ perché con il loro peso intercambiabile e le dimensioni ridotte queste palline rappresentavano (e rappresentano ancora) un’ottimo prodotto per principianti o per chi vuole prendere familiarità con il proprio pavimento pelvico in modo divertente. Stiamo parlando di Lelo, un marchio di lusso, quindi il packaging è molto discreto e ricercato e il materiale di alta qualità. Nella confezione sono incluse 4 biglie con il cordino e uno “supporto” in silicone morbido per unire due biglie in un unico (e più pratico) inserimento. Due delle 4 biglie sono rosa e pesano 28 grammi ciascuna, mentre quelle blu pesano 37 grammi.

Ho usato le Luna Beads varie volte, iniziando con un’unica biglia sola e arrivando all’uso combinato di una biglia rosa e una blu. Ogni volta le ho tenute in vagina per qualche ora, non ho mai avuto problemi né la sensazione di “perdere” le palline per strada, ma mi è capitato di sentire i muscoli “doloranti” dopo 3 ore di utilizzo. In generale mi sono trovata bene, soprattutto per la dimensione ridotta delle Luna Beads Mini e la possibilità di adattare il peso combinando diversamente le palline inserite.

Per quanto riguarda la “vibrazione” dovuta alla pallina interna, confesso di non aver sentito praticamente nulla, ma durante una sessione di spanking la sensazione di “pienezza” e di movimento nella Jolanda è stata piacevole. Nulla di trascendentale, eh: se si amano le vibrazioni meglio optare per un ovetto vibrante. In generale comunque mi sento di consigliare le Luna Beads per la loro qualità e semplicità di utilizzo.

 

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Palline sì, ma non scordate la ginnastica

Le palline di Geisha, per quanto siano utili a chi vuole approcciare il proprio pavimento pelvico in allegria, non sono però lo strumento più efficace quando si tratta di riallenare il pavimento pelvico dopo una gravidanza o per problemi importanti. In quel caso è più utile fare gli esercizi di Kegel, sempre con la guida di uno/a specialista, e usare articoli più mirati come i conetti vaginali (che sono dispositivi medici) o le tante App dedicate, spesso legate a toys wireless che con la loro vibrazione guidano gli esercizi e riscontrano il grado di allenamento dei muscoli pc. Esistono anche i Kegel Barbells, piccole aste di acciaio con due estremità bulbose che servono per aggiungere peso e difficoltà agli esercizi di kegel.

In ogni caso, prima di iniziare a fare esercizi a caso, è sempre meglio farsi fare una valutazione da uno/a specialista (ginecologhe, ostetriche o fisioterapiste specializzate: ce ne sono parecchie in giro per l’Italia, tra cui spicca la mitica Violeta Benini) per capire quali sono gli eventuali problemi del nostro pavimento pelvico. Perché se da un lato dei muscoli pc troppo rilassati non vanno bene, anche dei muscoli troppo tesi o che non riusciamo a decontrarre, sono altrettanto problematici. Quindi, ben vengano le palline per divertirsi e per prendere coscienza del pavimento pelvico, ma per problemi più gravi ed esercizi mirati, meglio rivolgersi a un medico o a uno specialista della materia.

 

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