Sex toys maschili: perché usarli non è da sfigati

Posted on Posted in Sesso, Sex toys

Sex toys e uomini: un rapporto “complicato”

La tecnologia, soprattutto quella in camera da letto, sta facendo passi da gigante. Nonostante i paletti, le restrizioni e sì, i veri e propri ostacoli che cercano di bloccare la ricerca sul piacere, ogni giorno nasce un nuovo sex toy, un nuovo dispositivo orgasmico, un nuovo modi di godere e far godere. La cosa è sorprendente ed entusiasmante, almeno per me. Certo, al netto delle pessime idee e del pessimo marketing che accompagnano alcuni prodotti.

Una delle ultime disavventure è legata ai sex toys maschili. Quando ho sentito usare la parola “Guybrator” per descrivere un vibratore per il pene molto nero e molto macho, ho avuto i brividi.

Capisco la situazione: dopo aver lavorato prevalentemente sul piacere femminile (non sempre con buoni risultati, devo dire) le case produttrici stanno tastando e testando un nuovo mercato fino ad ora poco esplorato, quello dei sex toys maschili. Il compito però è arduo, perchè così come per le donne, anche il piacere maschile, soprattutto quando involve dei gadget o veri e propri sex toys, è spesso oggetto di giudizi e preconcetti.

Insomma, pervade quel senso di machismo per cui “l’uomo non ha bisogno di queste cose” perché può godere sempre e comunque, sarà sempre sull’attenti e troverà una partner compiacente ad ogni angolo. L’implicazione è che tutti gli altri (e quindi anche gli utilizzatori di sex toys) siano dunque degli sfigati.

Partiamo subito specificando un concetto per me molto importante

 

sex-toys-maschili-copertina-valiziosa

 

I sex toys non hanno genere

E’ una verità sconcertante, lo so. E sono anche sicura che alcuni/e di voi stiano già storcendo il naso. Del resto, è idea diffusa che i vibratori siano stati inventati solo per le donne, queste povere frigide che non riescono ad arrivare all’orgasmo da sole (penso che il sarcasmo si avverta forte e chiaro, ma meglio specificare, a scanso di equivoci). Ma non è esattamente così.

Approfondiamo un attimo questo concetto: alcuni sex toys sono studiati e ideati pensando a un certo tipo di anatomia e questa anatomia il più delle volta è quella generalmente considerata femminile. Abbiamo dunque tantissimi vibratori che si adattano alla forma della vulva per una stimolazione esterna (dedicati quindi a clitoride, piccole e grandi labbra, etc.) e altri studiati apposta per la penetrazione (vaginale), con un occhio di riguardo per il fantomatico punto G.

Ci sono però due novità: intanto, non tutti i possessori di vulve e vagine sono donne (pensiamo agli uomini trans) e non tutte le donne hanno una vulva o una vagina (per esempio le donne trans). Se proprio vogliamo distinguere due macro-categorie, sarebbe quindi più corretto parlare di sex toys per la vulva/vagina e sex toys per il pene.

Non a caso ho detto “se vogliamo distinguere”: nulla vieta di usare sex toys studiati per la vulva/vagina per il pene o addirittura l’ano. Un vibratore per la stimolazione esterna può essere usato… beh, su qualsiasi parte del corpo vogliamo. Sui capezzoli (che non si differenziano da maschili a femminili, nonostante quello che i social cercano di farci credere con la loro censura), sul perineo (lo abbbiamo tutti) sulla vulva ma anche sull’asta del pene, sul frenulo, sullo scroto, etc. La stessa cosa vale per dildo o vibratori inseribili. Se hanno una base larga possono essere usati anche analmente (e che ve lo dico a fare? Uomini e donne hanno entrambi l’ano!). Non solo: i vibratori/dildo studiati per il punto G (e quindi generalmente ricurvi) sono perfetti per la stimolazione della prostata maschile attraverso l’ano!

Non c’è quindi motivo di affibbiare un genere a degli oggetti che possono essere usati da entrambi i sessi per cose diverse. Spesso però i vibratori femminili sono carichi di preconcetti come il colore rosa (basta, vi prego) e quindi considerati assolutamente inadatti agli uomini. Tralasciando il fatto che amare il rosa non è “roba da femmine”, sarebbe comunque meglio prendere esempio da alcuni dei marchi più “avanti” come ad esempio Fun Factory e cominciare a diversificare i colori e a non “genderizzare” i propri prodotti.

Sex toys “maschili”: sono da disperati?

Ora che abbiamo chiarito l’annosa questione “sex toys e genere”, possiamo entrare nello specifico e parlare dei cosiddetti sex toys maschili. In questa categoria rientrano generalmente gli anelli per il pene (vibranti o meno) e i masturbatori.

I primi sono considerati “sex toys per la coppia”… e anche qui avrei molto da dire, ma riassumerò il tutto in una frase: ogni sex toy può essere usato in coppia. Al massimo esistono sex toys “indossabili” (come appunto gli anelli per il pene e i vibratori a C inseribili in vagina) che essendo ergonomici e piccolini agevolano la penetrazione, ma tutti i sex toys (anche i dildo!) possono essere usati duratne un rapporto. E questo perché si tratta di dispositivi che aggiungono qualcosa alla vita di coppia, senza sostituire nessuno.

Ma torniamo a noi: gli anelli per il pene sono considerati sex toys per la coppia e anche se per alcuni la funzione principale è ritardare l’eiaculazione attraverso la costrizione della base del pene, la maggior parte di questi prodotti è dotata di vibratore incorporato per stimolare la clitoride della partner. Il pensiero “non è per me, è per lei, anzi per noi due ma soprattutto per lei” quindi rappresenta la scusa/pretesto perfetto per procedere all’acquisto.

Diverso è il discorso per i masturbatori. Intanto, dicasi masturbatori quei sex toys generalmente cilindrici o a forma di un pezzo di anatomia (di sedere, di bacino di donna, di bocca, etc.) con un buco in mezzo il cui interno è generalmente texturizzato. Si tratta di sex toys fatti di jelly o di Tpe (materiali porosi, ocio), spesso usa e getta, creati per accogliere un pene e ricreare le sensazioni della penetrazione vaginale, anale o persino orale.

sex-toys-maschili-masturbatore-tenga
Uno dei masturbatori del marchio Tenga

Attorno questi sex toys aleggia ancora l’alone della vergogna, il preconcetto per cui un maschio che vi ricorre è un “disperato che non riuscirà a vedere una figa neanche col binocolo”.

E’ un pregiudizio legato a quell’idea malsana per cui un sex toy debba per forza sostituire qualcosa che (al momento) non c’è: un/a partner.

Lo ripeto, a scanso di equivoci: i sex toys non sostituiscono e nonsostituiranno mai gli essere umani, di qualsiasi sesso. Non siamo in “Io, Robot”, gli oggetti tecnologici non stanno conquistando il mondo. La vostra compagna non sposerà il suo vibratore, così come lui non vi snobberà in favore del suo masturbatore a forma di sedere di quella famosa pornostar. Certo, ci saranno e ci sono sempre stati quei momenti in cui lui o lei non ci sono (perché siamo single, perchè è via per lavoro, perché è lontano/a) e in cui affideremo al magico mondo dei sex toys per fare da soli. Oppure abbiamo semplicemente bisogno (per mille motivi, tutti validi) di quel qualcosa in più per avere orgasmi soddisfacenti o una vita sessuale appagante.

Ma non è qualcosa di cui vergognarsi. Mai.

Noi donne ne sappiamo qualcosa: abbiamo fatto una fatica bestia per normalizzare  (e siamo ancora a metà strada) l’uso di vibratori e affini. Non vogliamo vedervi fare lo stesso errore, cari maliziosi e sexploratori all’ascolto. E noi donne dobbiamo essere le prime a non stigmatizzare l’uso di sex toys da parte del nostro compagno. Anche un masturbatore può essere un sex toys da usare in coppia, per aggiungere sensazioni nuove alla masturbazione reciproca ad esempio. Le vie del sesso e del piacere, dopotutto, sono infinite.

Sex toys per tutti

Lo dicevamo prima: tutti abbiamo un ano, tutti abbiamo dei capezzoli. Tutti abbiamo un corpo da esplorare e di cui godere, insieme o da soli.

E’ per questo che sex toys come plug e dildo anali (base larga, non mi stancherò mai di ripeterlo), così come pinze per capezzoli e altri accessori come corde, frustini, bende per gli occhi, etc. possono essere usati da tutti indistintamente, a prescindere dal sesso e dall’orientamento sessuale.

A proposito di dildo anali: menzione speciale merita il Pegging, ovvero la pratica per cui è la donna a penetrare analmente il partner indossando un dildo con un’imbragatura. Per coloro che saranno in grado di abbandonare (o meglio ancora, di godere) i preconcetti legati allo scambio di ruoli e a una donna pene-munita in posizione dominante, si apriranno nuovi ed entusiasmanti scenari da esplorare (anzi, sexplorare) insieme.

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.