Del pene in forma e del sergente Lovely

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IWatch? Pfff… Life tracking device? Dilettanti. Il contacalorie non si allaccia più al polso, #sapevatelo.

Lovely, sex toy nato dall’ennesimo e apprezzato crowdfounding su Indiegogo, va infilato un po’ più a sud. Nonostante la sua forma carina e coccolosa, questo piccolo cock ring (dirlo in inglese fa figo, ma altri non è che un anello per il pene) è un sergente di ferro da far impallidire l’istruttore Hartman e alla fine dell’intercorso amoroso (dirlo in modo aulico fa figo, ma altri non è che una sana e soddisfacente trombata) ti stila un rapporto dettagliato su come sei andato.

E se hai fatto schifo, ti fa anche la ramanzina dopo partita nello spogliatoio.

 

lovely

A dirla tutta esistevano già app dedicate a monitorare statisticamente la quantità e la qualità delle nostre attività sub-lenzuolari, come la famosa SpreadSheets; ma restano, appunto, app: dispositivi da installare su un cellulare e che basano la propria analisi sul movimento e sull’audio. Il livello di accuratezza non è certo altissimo (o comunque assai superficiale).

Con l’avvento dei dispositivi wearable, la cosa ha assunto una prospettiva più ravvicinata. Ma visto che FitBit non si è attrezzato anche per questo tipo di analisi, ci ha pensato la Lovely Inc., fondata da Jakub Konik, anticipando il progetto embrionale SexFit della Bondara.

Istruzioni per l’uso: infilare Lovely sul pene, vai col mambo, sigarettina, controlla i dati inviati da Lovely all’apposita app sullo smartphone, nello specifico: velocità e forza media delle spinte, calorie bruciate e circa 120 posizioni alternative adatte ai propri ‘numeri’.

Ecco, gli antichi dicevano “conosci te stesso” e nonostante questo tipo di invenzioni (così come ogni wearable) a volte esagerino un po’, il concetto di base resta giusto, anche e soprattutto se applicato ai nostri e altrui (troppo spesso semi-sconosciuti) genitali. Tuttavia, mi pare che qui si vada un po’ troppo oltre.

Caro amico pene-dotato: piuttosto che rivolgersi a un cock ring, non è meglio chiedere direttamente alla tua partner se stai andando troppo/troppo poco veloce o se le tue spinte sono troppo/troppo poco violente? E’ vero che dispositivi come questi sono fatti apposta per colmare il gap di comunicazione a letto (anche se in questo caso, mi sembra più un’idea da quattro risate post-coitum), ma si porta dietro il rischio di andare ad azzerare qualsiasi conversazione residua. E’ vero, è più facile ridere di quante calorie si sono consumate piuttosto che affrontare questioni che possono diventare spinose. Ma la seconda ipotesi mi sembra molto più utile per risolvere eventuali problemi a letto o anche solo per dare una spintarella a una già ottima vita sessuale di coppia.

Infine: i dati servono se rapportati a qualcosa, a una ‘norma’ o a una media. Ma visto che nel sesso tutto c’è tranne la normalità (o meglio: ogni cosa è ‘normale’ perché non esiste un modo giusto o sbagliato di fare sesso – finché tutto è sano, consapevole e consensuale, ovviamente), rapportarsi al nulla (o peggio, agli altri) è abbastanza inutile.

Insomma, ‘idea carina MA’.

E adesso, via a un’altra sessione di fitness, sennò il mio Sergente Lovely mi frusta col gatto a nove code di 50 sfumature di grigio…

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