Della parola (scritta, letta, sussurrata, piccante…)

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Era meglio quando si stava peggio. Quando 50, 100, mille sfumature di grigio, rosso, giallo canarino non affollavano gli scaffali, riportando in auge gli antenati Harmony. Quando qualcosa smette di essere proibito, perde parte del suo appeal: il brivido di passare ‘casualmente’ a fianco del reparto ‘hot’ della libreria, far scivolare il romanzo rosa (o rosso-spinto) in un manuale di cucina (per una strana legge fisica o del feng-shui, i due reparti sono SEMPRE l’uno vicino all’altro, area Tempo libero. E che tempo libero), appoggiare il libro alla cassa con la copertina rivolta verso il basso e scrutare con finta nonchalance l’espressione dell’addetto al momento del pagamento. Tutto ciò si è perso, vuoi per lo sdoganamento della letteratura erotica, vuoi per il diffondersi degli eBook e dello shopping virtuale.

Per me un libro è come un sex toys: la legge del ‘guardare e non toccare’ non si applica a nessuna delle due categorie. Devo però dire che la ricerca di un buon romanzo erotico (o anche solo di un racconto breve) è più ardua di quella per un esuberante vibratore. Se escludiamo a priori gli Harmony sopracitati (a leggere frasi come “e prese in mano il suo membro d’acciaio, la verga impiegabile, ammirando il suo corpo scolpito” mi coglie un irrefrenabile attacco di risa) e i neo romanzi erotici dalle varie ‘sfumature’ (che per qualità di scrittura sono pari agli Harmony, solo con tendenze fetish e bondage), non resta molto. O meglio, restano i romanzi d’autore, che spesso celano tra le pagine delle loro storie scene di sesso memorabili e decisamente più leggibili.

Il problema è: come trovarli senza leggere l’intera libreria? Intanto, è ora di rispolverare i classici. Anche nella lettura, i preliminari sono tutto: quindi perché non cominciare con il sottile (ma neanche troppo) erotismo dei classici? Lolita, Educazione sentimentale, L’amante di Lady Chatterley: letti lontani dai banchi di scuola (o leggendo i capitoli che NON ci facevano leggere a scuola) acquistano una luce del tutto diversa. Scaldano i motori, insomma. E anche qualcos’altro. Ci sono poi le raccolte di racconti, come Nella tua carne, dove De Sade, D’Annunzio,  Vivant Denon e Cortazàr offrono davvero 50 (e più) sfumature del kinky.

Tra i contemporanei, alcuni nomi sono una certezza. Isabel Allende, per esempio, ha scritto pagine d’amore così intense e speciali da aver dato vita a un libro ad hoc, una raccolta delle scene più erotiche dei suoi libri (si intitola, molto semplicemente, Amore, ed è già un must). Tra le pagine che si sono guadagnate un posto speciale nel mio Pantheon a luci rosse, c’è poi Seta di Baricco. Leggere la lettera d’amore scritta al protagonista da una donna senza nome mi lascia ogni singola volta senza fiato e pronta a trasformare le parole in realtà con il ‘signore amato mio‘. Le scrittrici arabe sono la dimostrazione che sotto il velo non si sono solo rigide norme comportamentali e religiose. O meglio, ci sono, ma il piacere sta anche e soprattutto nella disobbedienza. Salwa Al-Neimi (Miele) è maestra in questo, così come Nedjima (La mandorla).

La poesia è un’altra strada spesso poco battuta, ma ricca di sorprese. Come per i classici della letteratura, anche Neruda e Garcìa Lorca riservano molte sorprese lontano dai banchi di scuola, e riscoprire il lato nascosto dei nostri antichi incubi scolastici, come Pavese o Montale, diventerà un nuovo e piacevole passatempo. Alda Merini dà finalmente voce all’animo predatore e sessuale della donna, troppo spesso relegata a virgineo e pudìco oggetto del desiderio, così come le poetesse arabe della raccolta Non ho peccato abbastanza, che smentiscono meravigliosamente il titolo del volume. Nel mio cuore è rimasto E. E. Cummings per vari motivi, non tutti legati ai versi di questo poeta, quanto a chi me li ha fatti scoprire. Ma tra i suoi pregi letterari, c’è l’assoluta maestria nel giocare con le parole come si stuzzica un amante durante l’amore, e nel modo superbo in cui riesce a delineare, con pochi tratti di penna,  ‘il mero attimo di fame perfetta. Sì‘.

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