Delle chiavi perdute della castità

Posted on Posted in Sesso, Sex toys

Per farsi liberare della cintura di castità è dovuta rivolgersi ai pompieri. Sembra una barzelletta, ma è successo realmente a una signora di Padova, per la gioia e l’imbarazzo dei poveri vigili del fuoco, che con la loro impeccabile cortesia e professionalità, hanno provveduto a salvare la donzella dalla castità perpetua.

Date una medaglia a quei prodi.

cintura

Ora, a parte che a giudicare dalla prestanza del ‘corpo’ dei pompieri (il calendario della categoria docet… vedi sotto) la cintura di castità si sarebbe dovuta aprire così, di colpo, per magia o meglio,  per implosione interna…

Possibile che nessuno prenda mai sul serio la sicurezza quando si parla di sadomaso, bondage e giochini affini? Sto leggendo un bellissimo libro, scritto dal guru del bondage Jay Wiseman. A pagina 80 ha già elencato tanti di quei modi di farsi male con le corde, da assomigliare più a un manuale di pronto soccorso che a un libro sui giochi erotici. Senza contare che almeno tre capitoli sono dedicati a cosa NON fare con lucchetti, corde, chiusure e affini. Perdere le chiavi è tra le prime voci della lista, subito dopo a legare il proprio partner stretto come un cotechino e appenderlo al soffitto.

Chiavi di riserva gente, non ce ne sono mai abbastanza.

Soprattutto quando sotto chiave c’è la Vispa Jolanda, e il vostro cavaliere è partito per le Crociate (leggi: è al lavoro o fuori casa). Ma vale anche per manette e altri tipi di costrizioni.

manette

Oppure, se proprio avete i buchi nelle tasche e vi perdete pure gli occhiali, uscite dal Medioevo e buttatevi sulle meraviglie hi-tech. Prendono sempre più piede i servizi di chiusura/apertura lucchetti online. Funziona così: si compra un bel lucchetto a combinazione, lo si fotografa con la serie di numeri giusta per l’apertura (senza sbirciare!) e si fa l’upload della foto nell’apposito sito (Carilock o Timelock sono solo due dei tanti servizi del web). Poi si sceglie a chi ‘affidare’ la propria chiave virtuale, se a una persona fisica (conosciuta o sconosciuta) o al sistema stesso, che deciderà anche la durata del periodo di castità, giusto per aumentare la tensione.

In alternativa si può optare per qualcosa di meno ‘costrittivo’, ma non meno allettante dal punto di vista psicologico. La cintura di castità (che esiste anche per il Walter, ricordiamolo),lingerie in fondo ha perso la sua iniziale funzione di preservare la purezza’ del corpo femminile prima del matrimonio (o almeno, così spero). E’ diventata invece ingrediente dei tanti giochi di dominazione, dove affidare a un altro alcune parti del proprio corpo è sinonimo di totale fiducia e accettazione. E per questo tipo di giochi, basta molto meno di uno scafandro di metallo o di cuoio.

Un’imprenditrice di lingerie di lusso brasiliana, ad esempio, ha appena fatto infuriare alcune femministe con le sue mutandine dotate di gps. Tralasciando gli usi distorti, non consensuali e illegali di questo capo d’abbigliamento (e il non riuscito vedo-non vedo del gps nel completo qui raffigurato), in questo caso basta la sola consapevolezza che il proprio partner sappia sempre dove siamo a stuzzicare le corde della dominazione/sottomissione.

Senza dimenticare che anche se non abbiamo la chiave, la scelta è SEMPRE nelle nostre mani: un lucchetto si può aprire, un gps si può sempre spegnere.

Per tutto il resto, ci sono i pompieri. <3

pompieri
Il calendario di Pompiers Sans Frontières

2 thoughts on “Delle chiavi perdute della castità

  1. ciao ti volevo chiedere se l’opera Leda, Ralph Gibson era ad arte fiera o a setup?
    mi piace moltissimo e vorrei sapere dove l’hai vista
    grazie mille
    Simona

    1. Ciao a te 🙂 L’opera di Ralph Gibson l’avevo vista ad ArteFiera già l’anno scorso, ma credo che l’abbiano esposta anche quest’anno. Mi aveva colpito talmente tanto che non ho potuto non includerla nel post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.