Di ragazzini geniali e preservativi ‘smart’

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Quando leggo queste notizie, mi viene in mente che per ogni fanatico, per ogni fondamentalista, per ogni bigotto e oscurantista dell’educazione sessuale, ci sono per fortuna tre ragazzini come Daanyaal Ali, Muaz Nawaz, Chirag Shah. Che a 14 anni non solo sanno benissimo come funziona il proprio corpo e la sessualità (cosa non scontata a quell’età), ma ne afferrano anche le problematiche e i rischi, tanto da provare (e riuscire) a risolverli.

Condom-inventors
Muaz Nawaz, Daanyaal Ali and Chirag Shah con il dottore e presentatore Christian Jessen al TeenTech Awards

Questi tre ragazzini-geni, allievi della Isaac Newton Academy di Ilford, nell’Essex, si sono fatti un’unica domanda: come rilevare la presenza di infezioni sessualmente trasmissibili in maniera più sicura, veloce e senza la necessità di test invasivi?

Grazie alla loro invenzione, prendersi cura della propria salute sarà facile come infilarsi un preservativo. Perché basterà fare solo questo gesto. I tre piccoli geni inglesi hanno infatti inventato un condom ‘intelligente’ che una volta infilato cambia colore in presenza di determinati batteri e virus: verde in presenza di clamidia, giallo con l’herpes, viola con il papillomavrius e blu con la sifilide. Ovviamente fluorescenti, così saranno visibili anche al buio.

 

 

 

 

Lo ‘S.T.EYE’, questo il nome del nuovo preservativo, è stato riconosciuto come la migliore invenzione per la salute dal TeenTech gong. Funziona grazie a uno strato di molecole che ricopre la superficie interna del condom, molecole che quando incontrano determinati batteri cambiano colore.  st2

Per ora il progetto è solo sulla carta ma, visto che è valso ai suoi piccoli-grandi inventori ben mille sterline e una gita a Buckingham Palace, presto potrebbe arrivare anche il brevetto e magari la produzione da parte di qualche casa farmaceutica. Lo scopo, ha raccontato Ali, è incoraggiare le persone a essere ancora più responsabili nei confronti della propria salute e di quella del partner, e di accorgersi il prima possibile dell’esistenza di un problema in modo da poter intervenire tempestivamente.

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(Image: S.T.EYE)

E non è una mission da poco, visto che in Italia la Chlamydia trachomatis è diffusa sul 3,2% dei casi di infezione, con la prevalenza più elevata nella fascia 15-19 (8,2%); la Neisseria gonorrhoeae è presente lo 0,5% dei casi con prevalenza nei maschi; il Trichomonas vaginalis arriva allo 0,7% con prevalenza nelle donne. Oltretutto, queste patologie sono spesso accompagnate dall’assenza di sintomi (per il 50%), quindi la persona infetta rischia di venire a conoscenza dell’infezione quando è già diventata molto critica per la propria salute.

A proposito di preservativi: è bene ricordare che è l’unico metodo contraccettivo in grado di contrastare le malattie sessualmente trasmissibili. Attenzione però a non conservarne uno come una reliquia nel portafoglio o nella tasca dei jeans per mesi (o peggio, anni): anche i condom hanno una data di scadenza (riportata sulla confezione) e possono resistere teoricamente 7 giorni a 70°, ma meglio non sfidare la sorte perché la rottura involontaria è dietro l’angolo se la membrana è indebolita dalle alte temperature.

2 thoughts on “Di ragazzini geniali e preservativi ‘smart’

    1. Il fatto è che OGNI rapporto sessuale (occasionale e non) richiede(rebbe) onestà intellettuale e nei comportamenti. 🙂 Tra i vari aspetti positivi di questa invenzione, secondo me, c’è anche il fatto che potrebbe rendere alle donne più facile individuare certi rischi. E per certi rischi intendo anche trovarsi davanti un partner a cui non importa niente della sua salute o di quella degli altri. Un uomo che si rifiuta di indossare un preservativo (normale o ‘smart’ che sia) ha sempre qualcosa da nascondere…

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