Sesso orale per lei: guida alla leccata per autostoppisti

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Oggi è l’International Kissing Day.  Lo so, si impara sempre qualcosa di nuovo.  Ma visto che sull’arte del bacio siamo tutti più o meno scafati, vorrei afrontare con voi le basi di un diverso tipo di bacio, uno dove in pochi raggiungono la sufficienza e la promozione con lode è spesso un miraggio.

Stiamo parlando del Bacio a Sud, della leccatina, del bacia-micia, della limonata con la patata…  Insomma, del buon vecchio sesso orale per le vulva-munite.

Oh, io non ce la faccio a chiamarlo cunnilingus: so che è un termine latino, che deriva da cunnus (vulva) e lingere (leccare), ma come nome fa veramente cagare, e non c’è nulla di peggio di un termine complesso e quasi medico per raffreddare l’atmosfera.

Ma torniamo a noi: etimologia a parte, il sesso orale su di lei è tanto meraviglioso quanto complicato. La leccata va fatta bene, anzi, la leccata deve essere egregia. E mi spiace, ma sto per dire una cosa che distruggerà l’ego di parecchi lettori di sesso maschile: in pochi possono vantarsi di saper leccare la figa in maniera sopraffina. E’ la vera verità, qualcuno doveva pur dirvela.

#stacce

Ma, e sottolineo ma, come ogni arte anche quella della leccata si può imparare e perfezionare. Anzi, diventare dei maestri del sesso orale su di lei è un dovere civile. Perché peggio di una leccata fatta male o controvoglia c’è solo il nulla. Ve lo dico, così non sentite l’ansia da prestazione

E allora vediamo quali sono gli ingredienti fondamentali per rende il sesso orale sulla sua vulva un’esperienza da farle girare la testa. Alla base di tutto, come sempre, c’è la comunicazione: chiedete alla vostra partner cosa le piace, usate quella lingua anche e soprattutto per parlare e condividere informazioni.

 

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Sciogli quella lingua

Ragazzi, le basi: in bocca avete una lingua, non uno scalpello. Nel sesso orale la lingua va tenuta morbida e bagnata, scivolosa come una lumaca birichina. La lingua a becco di picchio fa già orrore in un bacio tradizionale, figurarsi sulla patata. Leccate lunghe e ben distese, alternate da leccatine più corte, a spirale, a cerchio, oblique, verticali, orizzontali: fate quel che vi pare (anzi, fate quel che vi dice lei), ma tenete quella lingua morbida, per l’amor del cielo!

Anzi, già che ci siamo: va bene che in gergo si chiama leccata, ma non è che dovete per forza attaccare la sua vulva come se fosse un ghiacciolo. Si può (anzi, si deve) usare tutta la bocca; dalla carezza delle labbra, alla leggera pressione delle gengive, anche una leggera suzione, se a lei piace. E le dita le vogliamo lasciare a casa? Mentre vi dedicate alla clitoride, accarezzatele il perineo o penetratela con un dito o due, massaggiate la parte esterna della vulva oppure allungate il braccio e concedetevi una strizzatina di tetta (che è come il nero, sta bene su tutto). La leccata è un’esperienza total body.

Sei venuta? No, anzi sto andando via

Sì, noi donne ci mettiamo un botto a venire. Fatevene una ragione e non metteteci fretta perché già dobbiamo combattere contro le nostre paturnie e insicurezze, non ci serve anche un partner sbrigativo e scocciato.

Vi svelo un’altra vera verità: i porno sono film di fantasia. Quasi nessuna donna (a parte rare fortunelle) verrà mai alla prima leccata, e nemmeno alla terza o alla decima. Come minimo dovrete stare là sotto per un quarto d’ora per arrivare a un qualche risultato, quindi mettetevi l’anima in pace e sappiate che far venire la partner con il sesso orale è un’attività che richiede impegno e pazienza. Non chiedetele ogni 5 minuti “sei venuta?”: a parte che se dovete chiedere per sapere se sta provando piacere, stiamo messi male, ma non è neanche molto educato. E’ come se noi donne vi chiedessimo, dopo l’amplesso: “Bè? Già finito? Duri così poco?

Brucia, vero? Ecco. Allora evitate di fare domande stupide e fate lavorare quella lingua per qualcosa di più utile.

 

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L’entusiasmo è afrodisiaco

Se volete cimentarvi in una leccata indimenticabile, mostratevi entusiasti. Ancora meglio, siate genuinamente entusiasti. E’ una regola che vale per tutte le attività sessuali (ma anche non sessuali): fatelo perché ne avete voglia, non perché dovete. Fatelo perché vi piace, vi eccita vederla godere e fare qualcosa per lei. Una leccata fatta con entusiasmo sarà sempre migliore di una fatta controvoglia (e magari anche con un po’ di schifo), ma vale anche per i pompini. Oltretutto vedervi eccitati tra le nostre gambe, ci eccita ancora di più, il che facilita il viaggio verso l’orgasmo. E questo mi pare un buon motivo per mettervi d’impegno.

Se proprio volete fare bingo, fate qualche complimento alla vostra partner: rassicuratela su quanto è bella la sua vulva, ditele che vi piace il suo odore e il suo sapore. Magari senza mentire troppo, ecco. Su queste cose siamo molto insicure, anche perché fin da piccole ci hanno insegnato a considerare ciò che abbiamo tra le gambe come qualcosa di brutto, sporco e segreto. Non è così e lo sappiamo, ovviamente, ma un reminder ogni tanto ci dà quella marcia in più per arrivare al piacere prima e prendendo la strada panoramica.

Non solo clitoride

Un altro errore che molti apprendisti della leccata fanno, al loro primo approccio, è quello di martellare insistentemente la clitoride, ignorando quasi del tutto il resto della vulva. E’ vero che è la clitoride la risponsabile primaria dei nostri orgasmi, ma quel piccolo bottoncino è solo la punta dell’iceberg di un organo molto più grande e nascosto. Non solo: tutt’intorno c’è un mondo da scoprire ed esplorare. Le piccole labbra, ad esempio: possono essere scostate con la lingua, succhiate, massaggiate, mordicchiate (piano, mi raccomando!). Con quella lingua birichina potresta anche provare l’ebbrezza di assaporare la sua vagina, magari dopo aver fatto un giretto un po’ più a sud, sul suo perineo. Per fare una pausa e tenerla sulle spine, potete mordicchiare o baciare l’interno delle sue cosce e solo dopo averla fatta implorare, tornare a concentrarvi sulla clitoride.

Per molte donne, una stimolazione diretta e troppo insistente sulla clitoride può essere fastidiosa: alternate leccate dirette con una o due più lunghe, che accarezzino l’intera vulva. Fate un giretto nei paraggi, godetevi il panorama, poi tornate alla casa base. Nel caso, chiedete indicazioni alla padrona di casa.

 

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Continua così. Ma proprio così

Consistenza e ripetizione sono fondamentali. Una volta che lei si sta avvicinando all’orgasmo, se vi dice di continuare a fare quello che stai facendo, dovete CONTINUARE A FARE QUELLO CHE STATE FACENDO, senza cambiare ritmo, velocità, pressione, angolazione, tipo di leccata.

Quando una donna raggiunge quel che in gergo medico si chiama plateau, ovvero quegli ultimi metri prima del traguardo (l’orgasmo), la benchè minima alterazione nella stimolazione potrebbe allontanare definitivamente la linea di arrivo dalla sua vista. Quindi. CONTINUATE. A FARE. QUELLO. CHE. STATE. FACENDO.

Chiaro il concetto? Vi faccio uno striscione, se serve.

 

E ora andate e leccate, diffondete il verbo e la conoscenza. E ricordatevi che da grandi poteri linguistici derivano grandi responsabilità.

 

 

 

 

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