Un re e una regina per una trilogia erotica… infiammabile

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Se dovessimo riassumere in una frase la nuova trilogia “King – Queen – Desire” di Meghan March, edita in Italia da Sem Libri, la frase sarebbe probabilmente questa questa: una tipa tosta che manda avanti una distilleria a New Orleans, si consegna a un boss malavitoso miliardario per ripagare in natura un debito contratto dal suo appena defunto marito.

Ok, detto così sembra il copione di un disastro annunciato.

E infatti, quando ho letto la quarta di copertina del primo libro (“King – Un re senza regole”), memore della débacle di 50 sfumature, ho tremato. No, un altro romanzo con la tizia di turno legata come un salame e in balìa di un riccone… basta, vi prego, proprio non ce la faccio.

E invece.

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E invece, per fortuna, Meghan March è riuscita a dare vita a una trilogia erotica leggera ma di qualità, ma soprattutto molto, molto – aiutatemi a dire molto – HOT.

Innanzitutto perché la protagonista, oltre ad avere un certo spessore come personaggio, è veramente una tipa tosta. Fate ciao ciao con la manina a quella piagnona di Anastasia Steel e alla sua patetica Dea interiore: Keira Kilgore ha le ovaie e lo si capisce ad ogni piccola-grande ribellione che mette in atto per non abbassare mai la testa davanti a lui. Lui, Lachlan Mount (ok, il nome è un po’ un cliché, ma ti perdoniamo Meghan), che in quanto boss dei boss della malavita di New Orleans è:

1) cattivo

2) borioso

3) profondamente egoista;

ma come ogni cattivone che si rispetti:

1) è un gran figo,

2) a letto ci sa fare e non poco,

3) usa tanti sex toy e noi lo amiamo per questo.

La storia si sviluppa percorrendo il percorso di Keira, diventata “di proprietà” di Lachlan Mount per non perdere l’attività di famiglia, a fronte di un debito contratto dal suo defunto marito. Uno che, come impariamo durante la storia, non era proprio uno stinco di santo. Certo, passare dalle mani (o dal letto?) di un mezzo delinquentello a quello di un boss mafioso, non è una passeggiata. Ma Keira se la cava benissimo e prosto scopriamo che non è la sola ad aver perso la testa per questo gioco un po’ perverso

La lettura scorre che è un piacere e ci si affeziona subito ai due protagonisti, soprattutto a Keira. Certo, il fatto che questo libro sia scritto BENE, con personaggi quantomeno credibili e ben caratterizzati, aiuta parecchio (sì, sto parlando con te E. L. James). Anche i personaggi secondari sono delineati piuttosto bene e non sembrano macchiette messe lì giusto per non far sembrare i protagonisti due asociali (ti fischiano le orecchie E. L. James?).

E poi, le scene di sesso. Aaah. Le. Scene. Di. Sesso.

Voglio essere chiara: questo libro è molto esplicito e chiama le cose con il loro nome. Una fica è una fica. Un culo è un culo e un uccello è un uccello, occasionalmente un cazzo duro. E dopo un primo mancamento dovuto soprattutto alla piccola parte di me che adora i romanzi soft-porno ambientati in epoca Vittoriana, mi sono detta: finalmente virgola cazzo.

La March non usa giri di parole e il risultato sono scene di sesso coinvolgenti e un libro nel complesso altamente infiammabile. Diciamo che i colpi di calore sono una possibilità concreta durante la lettura. Io vi ho avvisate.

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“Oggi gli mostrerò cosa si prova quando ti strappano via ogni briciola di autocontrollo. Spero non abbia intenzione di concentrarsi sulla telefonata, perchè non ne ricorderà una sola parola”

I dubbi

Al termine della lettura non ho potuto fare a meno di pormi una domanda: perché questo romanzo mi è piaciuto così tanto? Del resto siamo sempre sul filone dell’uomo ricco che si impone su una donna per sottometterla. E allora perché alla fine di questi primi 2 libri avevo le mutande bagnate invece di guardare la copertina con ribrezzo e un po’ di timore, come era successo con la trilogia di 50 sfumature?

Cominciamo con l’escludere alcuni fattori: intanto, molte donne (ma non solo) hanno fantasie che riguardano la dominazione. Sottolineo fantasie, che spesso restano tali e non si concretizzano né all’interno della coppia, né fuori, e che ben si adattano al linguaggio letterario.

In secondo luogo, ho molto apprezzato lo sforzo dell’autrice di sottolineare la presenza di consenso in ogni rapporto tra i due protagonisti, fin dall’inizio. Keira è attratta da Lachlan, lo ammette lei stessa in più di un’occasione e lui, dal canto suo, aspetta un suo esplicito via libera prima di dare il via a un qualsiasi rapporto sessuale, nel senso più stretto del termine (questo soprattutto perché gli piace stuzzicarla e portarla all’esasperazione, ma vale lo stesso, anzi, mi è parso un espediente letterario molto ben studiato… e molto erotico). Insomma, fin da subito c’è una grande chiarezza di intenti, sottolineata anche dal fatto che a raccontare la storia sono gli stessi Keira e Lachlan, che si alternano come voce narrante. Nonostante ci sia di fatto un ricatto in corso (cosa che all’inizio può effettivamente “disturbare”), il rapporto tra i due personaggi non dà (quasi) mai la sensazione che uno dei due sia stato “violato”. Non è una cosa da poco. Chapeau, miss March. Chapeau.

Il risultato, come potete ben intuire, è ben diverso da quel trattato di manipolazione psicologica che era la trilogia di 50 Sfumature.

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“Non essere codarda, apri quei maledetti occhi”
Lo faccio e incrocio il suo sguardo scuro. E’ carico di trionfo.
“Devi solo chiederlo”
E’ come il diavolo che ti offre il tuo desiderio più profondo al prezzo della tua anima, un vero affare.

Cosa non mi è piaciuto

La copertina. Amici editori, mi rivolgo a voi. Vi prego. Vi. Prego. Basta cravatte. BASTA. Ne abbiamo fin sopra ai capelli di sti libri tutti uguali con cravatte e perle in primo piano. Hanno reso. Veramente. Ora, io capisco che la scelta non sia così ampia, visto che stiamo parlando di romanzi erotici, e non voglio certo tornare a quelle copertine stile Harmony con lui dalla camicia sbottonata sull’addominale perfetto e lei semi-svestita che sviene tra le sue braccia con un castello sullo sfondo. Ecco, no. Però, credo sia arrivato il momento di dare dignità al genere erotico, anche attraverso le copertine. Proprio la casa editrice Sem Libri in un evento di qualche mese fa aveva lanciato delle copertine provocatorie con disegni di ragazze che leggono e la scritta “Sì, sto leggendo un romanzo erotico, e allora?” (e simili): ecco, io lo comprerei un libro con una sovracopertina così, da riutilizzare anche per altri volumi. Ve la butto lì.

La gelosia. Se vogliamo andare alla ricerca di un difetto in questa trilogia, sono i (rari per fortuna) episodi di gelosia di Mount. In due occasioni (in particolare nel secondo volume, “Queen – La regina indomabile”) sembra quasi che Keira non possa neanche incontrare dei partner di affari o clienti di sesso maschile. Ecco, questo un po’ mi ha dato fastidio, mi ha ricordato subito la possessività morbosa di Christian Grey e ciò non è mai un bene. E, a mio parere, non è mai erotico. Per fortuna parliamo di un episodio o due tra entrambi i romanzi, ma sono piccole cose che lasciano l’amaro in bocca.

Riassumendo

Dai primi due libri, questa trilogia promette non bene, ma benissimo. Sto letteralmente facendo il conto alla rovescia per il terzo e ultimo libro “Desire – L’impero del desiderio”, che uscirà il 7 luglio. Scritta in modo fluido ed esplicito, con scene di sesso coinvolgenti e credibili e personaggi interessanti, questi volumi rappresentano una boccata d’aria fresca nel panorama della letteratura erotica, nonché una lettura estiva piuttosto… stimolante, ecco. Sicuramente i libri di Meghan March sono entrati a far parte a pieno titolodei Libri Maliziosi.

Non mi resta che augurarvi buona lettura e… occhio ai colpi di calore! 😉

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