Del magico klittra (o I segreti della masturbazione femminile)

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Ed eccoci di nuovo a maggio, il mio mese preferito perché è il mese della masturbazione! Abbiamo la bellezza di 31 giorni per apprezzare, esplorare e approfondire questa pratica così a lungo bistrattata e ancora demonizzata che però sta alla base di tutta la nostra vita, non solo di quella sessuale. L’anno scorso abbiamo approfondito curiosità, falsi miti e benefici della masturbazione (qui un ripasso per gli smemorati). E’ arrivato il momento di concentrarci sulle diverse sfumature della masturbazione, sia femminile che maschile.

Iniziamo dalla prima, che sta finalmente riacquistando la sua giusta considerazione, dopo essere stata negata, scoraggiata e censurata per secoli se non millenni. Fortunatamente è arrivato il momento della ribalta per la masturbazione femminile, tanto che in Svezia hanno persino coniato un nuovo termine (Klittra, gioco di parole che include glitter e clitoride) visto che il loro dizionario non era aggiornato.

 

Clitoride e dintorni

E’ difficile includere la masturbazione femminile sotto un unico termine, visto che l’atto in sé ha tante sfumature, tecniche, modi e segreti quante sono le vulve nel mondo. Ogni donna ha un modo diverso di masturbarsi e l’unica regola del gioco è che non ci sono regole. Non esiste un modo giusto o sbagliato di masturbarsi.

Chiarito questo, possiamo partire dalle basi: la clitoride. Non è così per tutte, ma la stragrande maggioranza delle donne arriva al piacere attraverso la stimolazione della clitoride, quel meraviglioso concentrato di terminazioni nervose creato solo ed esclusivamente per il piacere. Si è scoperto inoltre che il cosiddetto ‘orgasmo vaginale’ non esiste, o meglio, è dato dalla stimolazione interna della stessa clitoride, la cui struttura è molto articolata. Il cosiddetto ‘bottoncino del piacere’ non è che la punta dell’iceberg, e la clitoride comprende parecchie diramazioni interne al nostro corpo e perciò invisibili. Giusto per complicare ultimamente le cose…

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Ma torniamo a noi: abbiamo detto che la chiave per (quasi) tutte è la stimolazione diretta o indiretta del clitoride. Più facile a dirsi che a farsi, perché ogni donna ha la sua particolare tecnica per ‘sgrillettarsi’, come ci ha ampiamente spiegato lo studio-documentario di OMGYEs (se non sai di che si tratta leggi un po’ qui). Con un vibratore o con le dita, con movimenti circolari o intermittenti, diversi livelli di pressione, direttamente sulla clitoride o sul suo cappuccio o anche solo nelle vicinanze. A proposito delle vicinanze: piccolo e grandi labbra, perineo e anche il monte di Venere sono tutte zone erogene. Invece che concentrarci subito sulla clitoride, perché non prenderti un po’ di tempo in più per massaggiare tutta la zona? Magari potresti scoprire altri punti interessanti o provare sensazioni piacevoli e inaspettate.

 

Penetrazione sì o no?

Mi dispiace distruggere un mito, ma secondo più o meno tutti gli studi in circolazione, per la grande maggioranza delle donne la penetrazione non è necessaria per raggiungere l’orgasmo. In effetti solo il 10% delle donne la include nella propria routine, ma questo non vuol dire che non possa essere piacevole e in alcuni casi persino sorprendente se abbinata a una stimolazione più diretta. Lo dimostra la grande diffusione di sex toy ‘multitasking’ come i famosi vibratori Rabbit, con un’estremità per la stimolazione della clitoride e una per la penetrazione (a sua volta vibrante o rotante, a seconda dei modelli). La stessa cosa si può ottenere con due giocattoli diversi, uno per la clitoride e un dildo o un plug per la penetrazione. E non dimentichiamo il lato b. Le combinazioni nel sesso, come ben sappiamo, sono infinite.

 

Tensione vs. Relax

donna-nudo-arteQuando si parla di masturbazione femminile possiamo isolare due macro-categorie: chi si masturba accumulando tensione nella parte bassa del corpo (tendendo le gambe, a pancia in giù, attraverso lo sfregamento sul materasso o su cuscini, etc.) e chi invece alterna tensione e rilassamento per arrivare al dunque.

Quasi tutte siamo passate dalla prima tecnica (forse siamo ancora lì) perché è particolarmente legata all’infanzia, alle prime esplorazioni della sessualità, ma senza un vero e proprio contatto (magari proibito all’epoca) con ciò che si nasconde ‘là sotto’. Le contrazioni dei muscoli delle gambe e del bacino si ripercuotono anche sui muscoli pubococcigei, che a loro volta stimolano i bulbi interni del clitoride. Basta aggiungere lo sfregamento esterno di un dito, di un vibratore o anche solo del cuscino e Bam! è fatta. Di solito questo metodo consente anche di arrivare velocemente al dunque, ma ha un limite: non viene liberata alcuna tensione.

Ripetiamolo, perché non guasta: non esiste un modo sbagliato di masturbarsi. Bisogna però ammettere che trattenere la tensione alla lunga può risultare limitante, considerando le infinite capacità orgasmiche femminili.

Ecco perché, come spiega la guru della masturbazione Betty Dodson, ogni tanto bisognerebbe cambiare. Non perché sia sbagliato il metodo che abbiamo scelto, ma perché nella masturbazione così come nella vita, tendiamo ad essere abitudinarie e ad adattarci al primo e unico metodo risultato efficiente per arrivare all’obiettivo, in questo caso al piacere. Se avete voglia di un bell’aggiornamento tecnico, continuate a leggere.

 

Il metodo Dodson

A proposito di Betty Dodson, questa signora ormai 80enne ha letteralmente portato all’orgasmo un’intera generazione di donne. Quindi vale la pena condividere il suo ‘metodo’.

Innanzitutto, rilassati. Concediti del tempo per te stessa, regalati qualche ora di relax, qualche ora solo per te. Lo so, sembra un’utopia in un mondo fatto di impegni, stress, figli, tasse, bollette e varie, ma seguimi, ne vale la pena. Dicevamo: rilassati, qualsiasi cosa voglia dire per te. Prepara un po’ di lubrificante o il tuo vibratore preferito e mettiti supina, con le ginocchia piegate e le gambe rilassate.

Respira profondamente e più volte: spesso tendiamo a trattenere il respiro quando vogliamo raggiungere l’orgasmo, ma così facendo tratteniamo anche la tensione invece di rilasciarla. Mentre continui a respirare, contrai e rilascia i muscoli pubococcigei (per capirci: fai finta di dover trattenere la pipì e poi di rilassa, trattieni e rilassa). Se ti è di aiuto, muovi anche il bacino avanti e indietro oppure, se la cosa è di tuo gradimento, inserisci un dildo o le dita nella vagina. Nel frattempo stimola il clitoride con le dita o con un vibratore, sperimenta ritmi, pressione, angolazioni diverse oppure ricorri alla tua tecnica ‘brevettata’.

 

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Non dimenticare di lasciare andare la mente, abbandonati alle tue fantasie preferite: ognuna di noi ha la sua playlist erotica di viaggi mentali, scegline una e schiaccia play.

Rimani rilassata: non c’è fretta, non è una gara contro il tempo. Ma soprattutto, non cercare l’orgasmo a tutti i costi: potrebbe anche non arrivare al primo tentativo, quindi non lasciare che la frustrazione abbia il sopravvento e concentrati sulle sensazioni positive, senza aspettative e preconcetti. Il lieto fine arriverà quando meno te lo aspetti.

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