Degli Shunga e dell’erotismo nipponico

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Prima del porno e dell’avvento di Playboy, c’erano loro. Gli antenati del moderno hentai, il genere erotico a fumetti che spopola in Giappone e non solo. Stiamo parlando degli Shunga, dipinti erotici  molto diffusi in Giappone nel periodo Edo, cioè tra il 1600 e il 1800. Si trattava il più delle volte di xilografie, realizzate da artisti appartenenti al “mondo fluttuante” (ukiyo-e), regno di cortigiane, geishe e prostitute.

Con i loro tratti delicati, i colori sgargianti dei kimono e gli arabeschi dei corpi avvinghiati, gli Shunga hanno influenzato non solo lo sviluppo dell’arte giapponese fino ad oggi, con tatuaggi e manga, ma già nel periodo del loro massimo splendore sono stati presi a esempio anche da artisti occidentali, quali Toulouse-Lautrec, Rodin e Picasso.

 

Kokeshi e poem of the pillow di Utamaro
“Poem of the pillow” di Utamaro illustrato dal collega Kokeshi

 

Basta dare una rapida occhiata ai soggetti degli Shunga per capire che feticismi e inclinazioni sessuali come il voyerismo, i rapporti a tre e il cuckolding erano già soggetti molto richiesti di queste antiche figurine porno.

Tra gli Shunga più spettacolari e coinvolgenti c’è “The Dream of the Fisherman’s Wife” di Hokusai, che raffigura una donna in estasi tra i tentacoli di un polpo gigante. Proprio la capacità degli artisti di raffigurare il piacere (soprattutto quello femminile) fa degli shunga una forma d’arte erotica semplicemente spettacolare e molto evocativa, anche a secoli di distanza.

shunga ‘Kinoe no Komatsu’ by Katsushika Hokusai
‘Kinoe no Komatsu’ di Katsushika Hokusai

Gli Shunga erano utilizzati sia come “racconti del cuscino”, immancabili nei bordelli e nelle case da té per riscaldare l’atmosfera (e i clienti), sia come manuali di educazione sessuale per spiegare ai giovanotti e alle geishe la magia del piacere, come raggiungerlo e come donarlo al o alla partner. Tra i tanti Shunga ce ne sono infatti alcuni puramente esplicativi, che mostrano come stimolare la vulva di una donna o le tante forme che questo bellissimo organo può avere.

Gli Shunga ci offrono anche uno scorcio dei concetti di bellezza ed eccitazione dell’epoca e del Giappone. In quasi tutti i dipinti i protagonisti sono vestiti. Questo perché nel Giappone dell’epoca Edo un piccolo lembo di pelle intravisto tra le pesanti e colorate vesti di un kimono era più eccitante della nudità tout court. Avrete inoltre notato la grandezza esagerata dei genitali, soprattutto quelli maschili: l’intenzione degli artisti non era quella di “vantarsi” della potenza nipponica a letto, ma semplicemente sottolineare chi erano i veri protagonisti del dipinto…

6 thoughts on “Degli Shunga e dell’erotismo nipponico

  1. Ho letto con estremo piacere. Sto per andare in Giappone e ora piu’ che mai sono rimasta affascintata dal forte senso erotico presente nell’arte giapponese. Sicuramente provero’ a infilarmi in qualche sex shop in Giappone, sono troppo curiosa di vedere cosa trovero’!

    1. A parte il fatto che ti sto invidiando profondamente per il viaggio nipponico, ti avviso che farai fatica a trovare i sexy shop: sono ben nascosti (il senso di pudore giapponese è leggendario) e si mimetizzano spesso tra i negozi di fumetti. Anche questi ultimi meritano una visita: ce n’è uno di 7 piani ad Akhiabara, di cui ben tre dedicati all’hentai e ai fumetti a tema omosessuale (che in Giappone vanno tentissimo e sono rivolti in particolare alle ragazze). Insomma, un altro mondo! xD
      Buon viaggio e salutami il Sol Levante!

  2. Il sogno della moglie del pescatore è ormai parte del Lessico Familiare tra me e le mie amiche-sorelle del collettivo (femminista, of course).
    Ci regaliamo questa immagine l’una con l’altra ogni volta che ci vogliamo fare l’augurio migliore: sogna e godi come se non ci fosse un domani.

  3. E’ davvero forte lo stacco fra i tratti delicati, come di ci tu, e la “crudezza” dei soggetti. Molto affascinante, come se dietro un’apparente normalità si celasse la passione più divorante…

  4. Questo periodo l’ho portato nella mia tesina di terza media per arte , soprattutto nasce dai nasce dapprima dalla raffigurazione dei monaci buddisti all’esterno delle mura del tempio. Gli shunga sono davvero interessanti soprattutto la raffigurazione del polpo e della donna che prova piacere.

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