Verginità e imene: 5 miti da sfatare per liberarci degli stereotipi

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Purezza, innocenza, candore. Il segno di una ragazza “per bene”. Stiamo parlando della verginità e dell’imene, ovvero uno di quei casi dove una caratteristica fisica è sinonimo di rettitudine morale, anche se le due cose non azzeccano l’una con l’altra manco per scherzo. Questo perché gli stessi concetti di verginità e imene non sono così strettamente collegati come siamo abituati a credere. Vediamo insieme perchè, andando a sfatare i cinque principali miti sulla verginitàù e sull’imene.

 

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La prima volta è sempre dolorosa

Questa leggenda metropolitana sarebbe anche molto divertente se non fosse stata usata per giustificare rapporti sesuali scadenti e la totale assenzadi piacere nella donna durante gli stessi. lasciate che lo scriva una volta per tutte: il dolore non è mai normale. Se affrontata con calma, in una situazione di relax in cui la ragazza o donna è stata messa a proprio agio e ben lubrificata (oltre ai condom date ai vostri figli anche del lubrificante, vi prego), la prima penetrazione può non essere dolorosa. Sorpresa! Quindi (e qui mirivolgo alla eventuali adolescenti in ascolto) se lui infila il proprio pene nella vostra vagina senza tanti complimenti dicendo “stringi i denti e resisti, tanto ti farà male comunque”, assestategli un bel cazzotto sul naso: stringi i denti tu, caro, visto che andrai in bianco.

Se l’imene è intatto sei ancora vergine

Falsissimo, e questo per una serie di motivi. Intanto, l’imene non chiude la vagina come un pezzo di pellicola da cucina. Altrimenti come farebbe il sangue mestruale a uscire? Varia da persona a persona, ma in generale è un anello di tessuto mucoso, che che chiude solo parzialmente la vagina (tranne quando, in rarissimi casi, è imperforato: in quel caso bisogna intervenire con una piccola operazione chirurgica). Quindi, a seconda dell’anatomia della persona vagino-munita, è persino possibile che resti intatto anche dopo un rapporto sessuale (delicato). Non solo: così come la sua forma, anche la “resistenza” dell’imene varia molto da persona a persona e può essere influenzata dall’età e dagli ormoni della donna. Il che ci porta alla leggenda metropolitana numero 3…

Alcune delle tante forme che può assumere l'imene (immagine da wikipedia.org)
Alcune delle tante forme che può assumere l’imene (immagine da wikipedia.org)

Se l’imene si rompe non sei più vergine

Ribaltando i falsi miti sull’imene e la verginità, il risultato non cambia. Falso. Intanto, l’imene può danneggiarsi per una marea di motivi oltre all’intervento di un pene. Per esempio, le dita durante la masturbazione. Un assorbente interno messo con troppa foga, ma anche andare a cavallo e usare spesso la bici. L’età e la situazione ormonale della donna incidono sull’imene che si può sfaldare e/o indebolire naturalmente. Vi do un’altra sconcertante notizia: esistono ragazze che non hanno l’imene dalla nascita. Come la mettiamo? Non bene, soprattutto se pensate che in molti Stati del mondo le donne sono ancora costrette a dimostrare la propria verginità attraverso l’esame del proprio imene per sposarsi o accedere a possibilità di studio o carriera. E che da quel piccolo brandello di membrana dipende ancora la nostra “credibilità” di brave ragazze.

L’imene sanguina la prima volta che si fa sesso

Anche in questo caso no, no e ancora no. Non è assolutamente detto che l’imene sanguini, si rompa o subisca lacerazioni durante un rapporto sessuale. Il tessuto dell’imene è molto elastico, più o meno irrorato di sangue a seconda di età, costituzione e situazione ormonale. Non solo: l’eventuale presenza di sangue durante la penetrazione potrebbe non derivare dall’imene, ma da micro-lacerazioni delle pareti vaginali. Vale sempre il discorso fatto prima: il dolore non è mai normale, quindi calma, delicatezza e tanto lubrificante. Se poi il dolore o il sanguinamento persistono anche nei rapporti successivi, è meglio contattare la propria ginecologa per approfondire la questione.

Perdere la verginità è un’esperienza che cambia la vita

Il fatto che un lembo di tessuto (che potrebbe anche non esserci) abbia o meno subito una piccola lacerazione durante un rapporto sessuale è ininfluente dal punto di vista fisiologico. Quindi, a meno che non sia stato un evento traumatico, una violenza o al contrario, un’esperienza paradisiaca, la prima penetrazione di fatto non cambia la vita di una donna. Non solo: un rapporto sessuale non deve includere per forza la penetrazione. Sommando tutti questi fattori, è facile capire come il concetto stesso di “perdita della verginità” non sia intrensicamente negativo né positivo o legato necessariamente a un rapporto “pene in vagina”. Siamo noi, in quanto esseri umani immersi in una data cultura e sistema di valori, a dare un significato preciso a un evento fisiologico. Che poi il primo di questi eventi abbia un valore particolare rispetto agli altri, è del tutto soggettivo e dipende dalle emozioni che abbiamo provato, non da una più o meno sgradevole lacerazione interna.

Io, ad esempio, ho scelto di definire “la mia prima volta”, con la prima volta che ho provato un orgasmo e mi sono masturbata (già, i due eventi non coincidono… sorpresa!). E’ stato sicuramente più piacevole della “prima volta” in cui un coetaneo imbranato ha armeggiato con la mia fica con la delicatezza di un camionista…

 

Per concludere, vi lascio un paio di video: uno divertente ma istruttivo, l’altro un po’ più accademico, ma stimolante. Buona visione!

 

 


 

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