Pavimento pelvico: ecco cosa succede durante una visita

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Come funziona una visita del pavimento pelvico?

C’è una squadra di muscoli che da sempre si occupa del nostro piacere e del nostro benessere, praticamente in ogni aspetto della nostra vita quotidiana. Eppure, nonostante la loro importanza, questi muscoli supereroi sono semi-sconosciuti ai più e persino ad alcuni medici. Stiamo parlando dei muscoli del pavimento pelvico, ovvero il complesso di fasce muscolari che abbraccia e sostiene praticamente tutto ciò che abbiamo dalla vita in giù. Un insieme di muscoli che hanno bisogno, come tutti gli altri, di allenamento e consapevolezza per poter svolgere le loro funzioni e contribuire al nostro benessere, anche nel sesso!

Ma come si allenano dei muscoli che non possiamo vedere e di cui a malapena conoscevamo l’esistenza? Il primo passo è fare una visita da uno/a specialista, che può essere un’ostetrica o un/a fisioterapista, che saprà individuare eventuali problematiche e guidarvi con gli esercizi giusti. Il fai da te in questo campo è altamente sconsigliato, proprio perché sovraccaricare muscoli che non hanno bisogno di essere allenati può essere più dannoso che altro, soprattutto se non conosciamo quasi per nulla la conformazione e la risposta di suddetti muscoli.

Ma come si svolge una visita del pavimento pelvico? Sono qui apposta per raccontarvi la mia esperienza.

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Perchè fare una visita del pavimento pelvico

Una visita da un’ostetrica o da un/a fisioterapista è la cosa migliore da fare, anche solo per conoscere lo stato di fatto del nostro perineo. Se poi viviamo alcune problematiche e sintomi, come frequenti cistiti o infezioni, dolori diffusi durante il sesso o mentre facciamo i nostri bisogni, mestruazioni dolorose, etc., è decisamente consigliato affiancare a un passaggio dal nostro medico di base anche una visita del pavimento pelvico, perchè molti disturbi dell’area genitale sono in qualche modo collegati al benessere del nostro perineo. Vale anche per gli uomini: eh sì, cari pene-muniti, sto parlando con voi.

Senza contare che la riabilitazione del pavimento pelvico è una preziosa alleata sia nel pre che nel post-parto, ma anche prima e/o dopo operazioni o terapie che riguardano l’area uro-genitale, per preparare i muscoli ad eventuali eventi traumatici in modo da poterli affrontare al meglio e limitare possibili danni ed effetti collaterali.

Ma come sono fatti questi muscoli? In estrema sintesi (se volete approfondire vi suggerisco un passaggio sul sito di Violeta Benini), il pavimento pelvico è formato da tre “livelli”: quello più profondo e interno è formato dall’elevatore dell’ano e da due fasci che si aprono a ventaglio ai lati, collegandosi al coccige e ai muscoli vicini, come i glutei; poi abbiamo uno strato intermedio a forma di triangolo, chiamato diaframma urogenitale, che passa anche per il cosiddetto perineo (l’area tra l’ano e la vagina o i testicoli), e infine uno strato superficiale che controlla gli sfinteri (ano, uretra e vagina) e che nel caso delle vulva-munite abbraccia anche i corpi cavernosi della clitoride.

 

 

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Questi diversi livelli e fasci di muscoli interagiscono tra loro e influenzano un bel po’ di funzioni anatomiche, dall’evacuazione intestinale all’orgasmo, senza dimenticare che sono il punto di appoggio (interno) di tutto il nostro tronco superiore, quindi vengono interpellati (e attivati, anche inconsciamente) persino quando solleviamo pesi o tossiamo.

Insomma, anche se “invisibili” o comunque ben nascosti, questi muscoli sono davvero importanti per il nostro benessere.

 

Come si svolge una visita al pavimento pelvico

Da tempo avevo intenzione di fare una visita del pavimento pelvico, anche solo per scoprire il mio stato di salute là sotto. Ma come tutti i check up non urgenti avevo posticipato la cosa a data da destinarsi (ovvero il giorno del poi e il mese del mai). Poco tempo fa però, dovendo cercare e prenotare una visita per il mio compagno da una fisioterapista specializzata sulla riabilitazione del pavimento pelvico, ho deciso che era arrivata la giusta occasione e ho preso un appunamento anche per me stessa.

Nota bene: mi sono rivolta a una fisioterapista formata sull’argomento perché cercavo una figura professionale che potesse valutare anche il pavimento pelvico maschile, ma è possibile rivolgersi anche ad ostetriche specializzate e formate sulla materia. La guru del settore è l’ostetrica Violeta Benini, ma sul sito ostetricheitaliane.it è disponibile un’utilissima lista di professioniste suddivise per regione.

Ma torniamo a noi e alla visita. La fisioterapista, dopo avermi chiesto se avevo sintomi o problematiche particolari da trattare o comunque da esaminare, mi ha subito messo a mio agio, cercando allo stesso tempo di capire il livello di conoscenza e consapevolezza che avevo del pavimento pelvico, del suo funzionamento e della sua anatomia. Anche se avevo già qualche nozione di base, mi ha spiegato, con l’aiuto di un modellino anatomico, la suddivisione delle diverse fasce muscolari che abbracciano i nostri genitali, la loro funzione e come interagiscono con i movimenti che facciamo ogni giorno (da tossire, a trattenere la pipì o sollevare pesi).

Il riscontro visivo e questa parte “teorica” è importantissimo perché se vogliamo intervenire e lavorare con un determinato muscolo dobbiamo prima essere in grado di visualizzarlo e di capire come reagisce ai nostri comandi. Finché si tratta del bicipite, per esempio, la cosa non è difficile perché la tensione e il rilassamento del muscolo metre solleviamo un peso è sotto i nostri occhi e possiamo controllare ogni stadio dell’esercizio. Ma se parliamo di muscoli nascosti all’interno del nostro corpo e oltretutto poco o mai utilizzati consciamente, le cose si fanno più difficili.

Dopo la parte teorica la dottoressa mi ha fatto stendere su un lettino (non la sedia da ginecologo, quella è IL MALE) a pancia in su, senza pantaloni e con le ginocchia piegate e rilassate. Sotto la sua indicazione ho fatto vari respiri profondi, contraendo e rilasciando i muscoli del pavimento pelvico in modo da prendere familiarità con le sensazioni di tensione e rilassamento, mentre lei valutava i vari movimenti prima a livello visivo e poi inserendo la punta del dito nella vagina.

 

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Cosa ho scoperto con una visita al pavimento pelvico

Come dicevo, per me la visita al pavimento pelvico è stata una sorta di check up generale, in assenza di disturbi particolarri. Ma come in ogni check up si possono fare scoperte interessanti e importanti dal puntodi vista medico. Da questa visita è venuto fuori che tendo a contrarre e a mantenere in tensione i muscoli del perineo. Niente di esagerato, ma in ogni caso un motivo più che valido per avere più consapevolezza del mio pavimento pelvico e imparare a rilassarlo con esercizi e stretching ad hoc.

Non meno importante, ho avuto la conferma del fatto che le cosiddette “palline di Geisha” (che comunque vanno usate come sex toys e non come strumento per allenare il perineo senza supervisione medica) per me sarebbero più dannose che altro, portandomi verso l’ipertono e a eventuali disturbi.

La morale di questo post è: regalatevi una visita del pavimento pelvico, perchè il benessere passa anche e soprattutto da lui.

 

 

 

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